Smart Working: innovazione nel mondo del lavoro

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Quando l’innovazione incontra la comunicazione e le tecnologie informatiche è possibile dar vita a una vera e propria rivoluzione del mondo del lavoro. Questa rivoluzione si chiama Smart Working e permette di risparmiare tempo e denaro migliorando l’efficienza e la produttività.
Digital-CollaborationLo smart working o lavoro agile è l’evoluzione del telelavoro per consentire e regolare il lavoro a distanza grazie all’utilizzo sempre più capillare delle tecnologie informatiche e di comunicazione.
La sua diffusione aumenta la produttività e nel contempo riduce i costi fissi delle imprese, cioè quelli relativi alla gestione delle sedi (illumunazione, climatizzazione e pulizia dei locali) e delle mense aziendali.
Lo smart working porta benefici anche ai lavoratori con la riduzione degli spostamenti casa-posto di lavoro.
Inoltre, numerose ricerche dimostrano che chi lavora fuori dall’azienda è mediamente più produttivo dei dipendenti che sono in ufficio (aumento di produttività del 35-40%), si assenta meno (63% in meno) ed è sicuramente più soddisfatto.
La pratica adozione dello smart working dipende dalla tipologia di lavoro, per alcune tipologie di lavoratori è infatti necessaria la presenza fisica, non così per manager, dirigenti, o figure che non hanno una postazione fissa, come i commerciali.
Per attuarlo è necessaria una piccola rivoluzione culturale nella gestione delle risorse umane, adottando criteri di valutazione basati sui risultati e non sulla presenza fisica.
I benefici attesi sono una maggiore efficienza ed efficacia nel raggiungimento dei risultati grazie alla combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione.
Il 17% delle grandi imprese italiane ha avviato nel 2015 progetti di smart working, introducendo nuovi strumenti digitali e nuove politiche organizzative, adottando nuovi comportamenti manageriali e modificando la disposizione e l’utilizzo degli spazi fisici.
A queste si aggiungono il 14% di grandi imprese che si dichiara intenzionato ad avviare progetti di smart working ed un ulteriore 17% che ha avviato iniziative per particolari profili, ruoli o esigenze del personale.
Dalla fotografia, scattata dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, si evince che quasi una grande impresa su due sta andando verso una nuova organizzazione del lavoro.
Per i lavoratori professionali autonomi, lo smart working è cultura consolidata da anni. Hanno di recente trovato nei coworking spazi di aggregazione per lavorare agilmente. Spazi di coworking ne esistono oltre 3.000 in Europa e si espandono con grande velocità. In Francia è nato CoHome, il network dei coworking presso il proprio domicilio: ciascun membro può ospitare a casa altri smart worker.
Sarà questo il prossimo passo anche per le imprese?
Svic da qualche anno ha adottato ed utilizza tecnologie informatiche e di comunicazione per consentire ai collaboratori di effettuare a distanza, da casa o dovunque si trovano, alcune tipologie di intervento software aggiornando nel contempo il data base di ticketing di Svic.
I benefici ottenuti sono il risparmio di una grande quantità di carta (rapportini di intervento) , il miglioramento dell’efficienza interna attraverso l’eliminazione di un lavoro di back office, un tempestivo aggiornamento dei dati e,  conseguentemente, il miglioramento della produttività, grazie alla riduzione degli spostamenti, e della tempestività degli interventi.

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