Bocconi Startup Day Award premia le migliori startup italiane

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Giunge alla seconda edizione il Bocconi Startup Day Award, l’iniziativa, in partnership con Citi Foundation, che individua, studia, sostiene e premia le startup più promettenti del panorama italiano. Per vincere e aggiudicarsi i premi, per un totale di 35.000 euro, bisogna aderire al bando entro il 30 settembre 2016.

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La seconda edizione del bocconi startup day award, in partnership con citi foundation, assegna alle nuove imprese innovative 35.000 euro, formazione e la redazione di un case study. Per iscriversi c’e’ tempo fino al 30 settembre

Il Bocconi Startup Day Award, una delle iniziative dell’Università a sostegno dell’imprenditorialità, giunge alla seconda edizione. Con il premio l’Università Bocconi, in partnership con Citi Foundation, vuole individuare, studiare, sostenere con formazione manageriale e premiare le startup più promettenti del panorama italiano. Attraverso una giuria internazionale, saranno assegnati premi in denaro per un totale di 35.000 euro, la possibilità di partecipare a corsi di formazione manageriale e la redazione di un case-study internazionale a cura di SDA Bocconi School of Management. Il bando per il Bocconi Startup Day Award (www.startupday.unibocconi.it/award) è aperto fino al 30 settembre 2016: le startup finaliste saranno annunciate il 3 novembre, mentre il premio sarà assegnato nel corso del Bocconi Startup Day del 22 novembre.

L’Award, al quale possono partecipare tutte le imprese costituite in Italia dopo l’1 gennaio 2011, è suddiviso in tre categorie:

  • Un premio alla migliore startup in assoluto (partecipazione di un socio a uno dei master della SDA Bocconi School of Management dedicati all’imprenditorialità; riconoscimento economico di 15.000 euro; redazione del case-study).
  • Un premio alla migliore startup nel campo dell’innovazione sociale (partecipazione di un socio al Master SDA Bocconi in Imprenditorialità e strategia aziendale; riconoscimento economico di 10.000 euro).
  • Un premio alla migliore millennial startup, scelta tra i team under 30 (partecipazione di un socio al Master SDA Bocconi in Imprenditorialità e strategia aziendale; riconoscimento economico di 10.000 euro).

 

“Con l’Award vogliamo premiare gli elementi fondamentali delle startup di successo: la bontà delle idee imprenditoriali, la capacità di creare imprese innovative e le competenze del management team”, afferma il prorettore per l’internazionalizzazione e responsabile dell’iniziativa, Stefano Caselli. I criteri di valutazione saranno l’innovatività della business idea e i risultati raggiunti in tre aree: fattibilità e competitività (business model, equilibrio economico-finanziario e redditività), scalabilità (replicabilità in diverse aree geografiche e segmenti di mercato) e ricadute occupazionali.

Bocconi Startup Day è un’iniziativa realizzata in partnership con Citi Foundation e la collaborazione di Aifi (Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt), Iag (Italian angels for growth), Bocconi Alumni Association, Economia & Management, Speed Mi Up e SDA Bocconi School of Management.

Il 7 settembre è invece la scadenza per le candidature all’altra iniziativa di Bocconi Startup Day: il marketplace aperto a studenti e alumni dell’Università Bocconi, di SDA Bocconi School of Management e di MISB Bocconi che intendano sviluppare la propria idea imprenditoriale e siano nella fase di progettazione o lancio della propria startup , nonché alle imprese incubate da Speed Mi Up. Chi sarà selezionato potrà incontrare venture capitalist, business angel, esponenti del private equity e presentare loro il proprio progetto imprenditoriale (www.startupday.unibocconi.it/mplace).

FONTE: digitalic.it

Project Bloks di Google, programmare sin da bambini

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I bambini nati negli anni ’80 giocavano con le costruzioni, quelli nati negli anni ’90 giocavano con i primi videogiochi e le console. I bambini nati oggi potranno scegliere invece di giocare a fare i programmatori. Come? Con Project Blocks di Google.

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Google ha lanciato un nuovo progetto che ha lo scopo di incoraggiare programmatori e designers nella creazione di una straordinaria esperienza educativa di programmazione per i bambini.

Un nuovo progetto open source a disposizione di tutti per permettere ai bambini di imparare la logica e la programmazione con giochi tangibili.

Per chi vuole iniziare subito a mettere le mani in pasta è già disponibile un sistema modulare fatto di schede elettroniche che permette di comunicare con altri device se connessi tra loro.

A vederlo sembra un bellissimo Arduino per bambini con tasti grandi e meno materiali che sarebbero complicati per un bambino anche solo da maneggiare. Si possono creare progetti che lavorano con sensori di temperatura, progetti che permettono di giocare con la musica e trasmettere i suoni prodotti direttamente a altoparlanti wi-fi, fino a kit che permettono di comandare giocattoli e robottini. Le possibilità sono infinite e la piattaforma sembra effettivamente un gran bel strumento.

Per saperne di più, basta guardare questo video realizzato da Google

FONTE: imnoguru.com

Risorse per startup, 7 siti da salvare tra i preferiti

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Ogni giorno passiamo diverse ore sul web, magari per cercare una singola informazione utile. Quante volte è capitato di chiedere ai colleghi una mano e la risposta è stata “cerca su Google”? Bene, da oggi potete tranquillamente salvare questi 7 siti tra i vostri preferiti per avere le informazioni che vi servono sempre a portata di click! 

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SlideShare

SlideShare è una risorsa preziosissima ma snobbata da molti. Potremmo definirlo come “YouTube per le presentazioni” ma in realtà è molto di più. In questo post non mi interessa raccontarvi l’importanza di caricare le vostre presentazioni, interagire con gli altri, ecc. Non è l’aspetto social che voglio considerare, ma come sia una fonte incredibile di utili risorse per startup.

Ad esempio, se stai cercando esempi di pitch deck la prima ricerca devi assolutamente farla su SlideShare. Troverai migliaia di esempi di pitch di altre startup e, cosa ancora più interessante, molte aziende di successo nel tempo hanno pubblicato su questa piattaforma i loro pitch storici. Quelli con i quali hanno iniziato il loro percorso e con i quali hanno ricevuto i primi investimenti.

Sapevi che, giusto per citarne uno, il primo pitch di AirBnB è su SlideShare?

I pitch sono solo uno dei tanti contenuti utili di cui è strapieno SlideShare. Troverai tantissimi esempi di Business Model Canvas, presentazioni sulle tecnologie più recenti, raccolte di servizi e risorse utili, e così via.

YouTube

Potrebbe sembrare banale includere YouTube in un post di questo tipo ma non lo è. So che lo utilizzi per guardare i gatti sugli aspirapolvere, i trailer degli ultimi film Marvel e i video di Tiziano Ferro, ma in realtà c’è molto altro.

Tantissime volte, ragazzi al primo pitch, mi chiedono come strutturare il discorso, come rapportarsi con l’audience, ecc. Ebbene, quale modo migliore di imparare se non guardando gli altri. Studiando da chi l’ha fatto prima di te.

Se SlideShare è il posto migliore per prendere spunto sui contenuti “statici”, YouTube è il posto migliore per quelli “dinamici”. Anche qui troverai migliaia di pitch di altre startup. Piccole e grandi. Italiane e straniere. Si va dalla piccola competition regionale al TechCrunch Disrupt.

AirBnB, Dropbox, Uber, ProductHunt… ci sono tutti su YouTube!

Per non parlare del materiale didattico! Sei alle prese con il tuo primo Business Model Canvas e non hai capito ancora cosa scrivere in ogni riquadro? Fai una ricerca veloce su YouTube del tipo “business model canvas examples” o “business model canvas tutorial” e ti si aprirà un mondo.

Medium

Ancora una volta, ci troviamo di fronte a una piattaforma nota e utilizzata tantissimo, ma spesso solo in un verso. Non ti voglio suggerire di usare Medium per pubblicare i tuoi contenuti (anche se dovresti farlo), ma di usarlo come fonte per cercare informazioni interessanti per il tuo business!

Cosa c’è su Medium?

Beh, Medium ormai è IL POSTO dove leggere storie, racconti e esperienze altrui. È qualcosa di fantastico se ci pensi. Ormai lo diamo per scontato, ma fino a qualche anno fa era impensabile avere in un unico posto i racconti e le esperienze dei più grandi imprenditori al mondo. Gratis. Continuamente aggiornate.

Leggi tanto. Questo è un consiglio che non mi stancherò mai di dare.

Segui altri imprenditori che operano nel tuo stesso mercato, i tuoi competitor, gli startupper di successo, i punti di riferimento del settore. È un ottimo modo per capire in che direzione va il mercato, perché vengono prese certe decisioni, perché vengono commessi certi errori e, mi auguro, capire come non commetterli a tua volta.

CrunchBase

Per chi non lo conoscesse, CrunchBase è il più grande database sulle startup al mondo, realizzato dai creatori di TechCrunch.

Stai cercando di capire quali sono i tuoi competitor? Vuoi avere un’idea di che tipo di investimenti girano nel tuo mercato? Vorresti scoprire i nomi di quali fondi investono in aziende come la tua?

Per domande di questo tipo, CrunchBase è il posto dove dovresti fare la tua prima ricerca! Troverai lo storico degli investimenti di migliaia di startup con informazioni sui founder, su ogni round, sugli investitori, sulle dimensioni dell’investimento e così via.

E se proprio non dovesse bastare, ad una ricerca su CrunchBase puoi affiancarne una StartupGenome, Angelist e altri ancora. Hanno funzionalità e finalità diverse, ma sono tutti dei database pieni di utili risorse per startup.

Product Hunt

Se non sai cos’è Product Hunt ti invito a leggere uno dei post che ho scritto sull’argomento (ad esempio questo con una breve intro e questo con alcuni consigli).

Chissà se esiste un Tinder per il cibo? E un Uber per animali domestici?

La risposta è “si” a entrambe le domande e avresti potuta averla anche tu in pochi secondi facendo una semplice ricerca su ProductHunt.

Sento di continuo idee “geniali”, “uniche” e “rivoluzionarie” e, nella maggior parte dei casi,ci vogliono 10 secondi e una ricerca fatta bene per dimostrare che esistono già. Ebbene, quando hai anche tu queste epifanie da startupparo prenditi qualche secondo in più e la ricerca falla su ProductHunt. Scoprirai che non sei stato l’unico ad avere l’illuminazione.

E se proprio non trovi niente su ProductHunt, prova anche su siti come BetaList, StartupList, ecc. Sono sicuro che qualcosa di simile salterà fuori.

Consiglio bonus: di solito questa ricerca dovrebbe durare più di qualche secondo e andrebbe fatta prima di partire con un progetto, e non dopo sei mesi di sudore e sangue.

LinkedIn

Se non sono riuscito a scioccarti con YouTube, allora ci provo con Linkedin. Questo social network più misterioso di Google Plus di cui pochi hanno capito l’utilità e l’importanza.

Cosa dovrei trovare su Linkedin? Ti starai chiedendo.

Le persone, ovviamente.

Con LinkedIn puoi raggiungere persone di ogni tipo, in qualsiasi posto del mondo e con una semplicità incredibile. Molto spesso puoi farcela da solo e quando non ci riesci basta la connessione giusta e, zac, in poche ore sei connesso con il CEO del tuo competitor in Silicon Valley.

Ancora una volta, preferisco fare qualche esempio concreto per farti capire come potresti utilizzare questo strumento per la tua startup. In questo caso il limite è solo la tua immaginazione o, meglio, le tue necessità.

Hai bisogno di un co-founder tecnico con determinate skill. Stai cercando un growth hacker esperto del tuo settore. Vorresti confrontarti con startup straniere che stanno lavorando su un prodotto simile. Hai bisogno di trovare assolutamente un partner in una determinata nazione.

Ecco, in casi come questi Linkedin è il posto che fa per te. La prima ricerca dovresti decisamente farla su questo social. Se usi bene lo strumento di ricerca avanzata rimarrai sorpreso dalla qualità dei contatti suggeriti.

StartupStash

Finiamo col botto!

I link sopra sono, quasi sicuramente, siti di tua conoscenza che utilizzi più o meno spesso.StartupStash invece è una risorsa incredibile che in pochi conoscono.

Si tratta della più grande collezione di risorse per startup curata a mano che io abbia mai visto. Non per niente è il prodotto più votato di sempre su ProductHunt.

È uno di quei siti impossibili da navigare per intero, data l’enorme quantità di materiale presente, ma che andrebbe tenuto nei preferiti del proprio browser e aperto ogni volta che hai necessità di trovare qualcosa.

Le risorse sono categorizzate e per ogni link c’è anche una breve descrizione del servizio. Si va dai tool per trovare un nome alla tua startup ai sistemi di analytics più avanzati, dai servizi per gestire una newsletter fino agli elenchi di investitori.

C’è praticamente di tutto. Devi solo ricordarti di spulciarlo per bene ogni volta che ti chiederai “chissà se questo task posso farlo con un tool?”.

Come avrai visto, ho evitato di postare servizi di e-learning e corsi online come Udemy, Coursera, Lynda, ecc., perché non è l’obiettivo di questo post (magari ne scriverò un altro in futuro).
Con i servizi che ti ho elencato sopra non voglio suggerirti un posto dove fare un corso a pagamento su un argomento che non padroneggi. Vorrei, piuttosto, farti notare come ogni giorno utilizziamo degli strumenti potentissimi, ma essendo abituati ad usarli solo in un verso, a volte ci dimentichiamo di cosa nascondono sotto il cofano.

Molto spesso, la risposta è di fronte ai tuoi occhi, la stai solo cercando nel modo sbagliato.

Autore e fonte: raffaelegaito.com

Imprenditore e Startupper: differenze e analogie

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Oggi si fa fatica a distinguere la linea sottile tra essere un imprenditore e essere uno startupper. Entrambi hanno un’idea e vogliono portarla avanti, ma con mezzi e modalità diverse tipiche dei 2 tipi di professione.

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Da quando il termine startupper è entrato nel vocabolario comune si è forse persa la distinzione tra fare impresa (e quindi essere imprenditore) e costituire un’impresa innovativa (e quindi essere startupper).

È evidente che lo startupper è anche imprenditore, però credo sia utile chiarire alcune differenze, senza con questo voler entrare nella disputa terminologica intorno al significato del termine startup.

Chiarire la differenza, a mio avviso, è anche utile per individuare alcune caratteristiche comuni (visto che non c’è startup senza impresa, ma non è vero il contrario).

Lo scopo è presto detto: nell’immaginario collettivo è fico dire “faccio lo startupper”, mentre non è altrettanto cool dire “sono un imprenditore”. Inoltre, parlando soprattutto con i giovani, è comune percepire l’idea che fare lo startupper sia un lavoro, ma spesso senza la consapevolezza di cosa comporta questo lavoro (che poi è sempre il lavoro dell’imprenditore).

Partiamo dalle conclusioni: se lo startupper è un imprenditore, le basi comuni di entrambi sono i fondamenti del creare un’impresa. Mentre tutti le caratteristiche “speciali” della startup (o dello startupper) devono essere considerati degli accessori, da aggiungere al modello/progetto di impresa tradizionale.

Se è vero che non c’è startup senza impresa, è utile capire prima cosa significa creare un’impresa e poi approfondire cosa serve per trasformare un progetto di impresa in startup.

Cosa serve per fare un’impresa?

Normalmente chi vuole fare impresa pensa che siano necessari:

  1. un progetto
  2. persone e mezzi per portare avanti il progetto
  3. soldi

Solo dopo aver elaborato il progetto, che normalmente è confrontabile con progetti simili nello stesso settore, e dopo aver individuato il luogo dove iniziare – studiando i possibili competitor presenti  in quel luogo ed in quel mercato – il potenziale imprenditore comincia a cercare le risorse economiche.

Cosa serve per fare una startup?

Il potenziale startupper pensa che per fare impresa serve:

  1. una idea innovativa
  2. un team per svilupparla
  3. soldi

In genere gli startupper attribuiscono molto valore all’idea e pensano che, se essa è valida, trovando i soldi si riuscirà nell’impresa.

Apparentemente tra le due situazioni cambia poco, se non i nomi usati per definire quanto sopra:

  1. per l’imprenditore il progetto è il business plan, per lo startupper si chiamerà business model canvas
  2. l’imprenditore pensa a soci e/o dipendenti, lo startupper pensa al team (founder e partner)
  3. l’imprenditore immagina il capitale sociale (prestato dalle banche), lo startupper pensa alcapitale di rischio (in genere messo a disposizione da business angels, venture capitalist etc)

Qual è la differenza tra impresa e startup?

Sembra banale dirlo (e ovviamente è una generalizzazione, ma basata sulla mia esperienza di startupper e consulente di progetti innovativi), ma ciò che distingue l’imprenditore dallo startupper è l’approccio e lo spirito:

  • l’imprenditore è consapevole del rischio, pensa di mettere in gioco prima di tutto una parte delle proprie risorse (perchè diffida della possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie personali e patrimoniali)
  • lo startupper, soprattutto se è giovane e magari la sua futura impresa è anche il suo primo lavoro, è spinto dalla passione per il progetto, è convinto che la sua idea (speso gelosamente da custodire, per non farsela rubare o copiare) spaccherà il mondo e crede che, se riuscirà a farsi finanziare la sua impresa avrà successo.

In alcuni casi, proprio perchè fare startup è cool, lo startupper pensa anche che sia sufficiente dire che “faccio una startup”, invece che dire “mi sto creando la mia impresa, che spero sia in grado di pagare il mio lavoro”, per metterlo al riparo dalle critiche che, in altri tempi, i genitori avrebbero fatto di fronte al figlio che non vuole studiare o smette di studiare per fare il musicista o aprire un pub (col massimo rispetto per entrambe le attività).

La lista della spesa per startupper e imprenditori

La verità, senza volerla tirare per le lunghe, è che spesso non si considera che:

  • fare impresa o fare una startup richiede lo stesso approccio, le stesse risorse, la stessa propensione al rischio
  • fare startup è più difficile di fare un’impresa tradizionale

Possiamo cambiare i nomi, gli strumenti, i punti di riferimento, ma in entrambi i casi chi vuole avviare un progetto di impresa deve essere consapevole che ciò significa:

  1. studiare (il mercato, i competitor, i rischi legali/regolamentari etc) e dotarsi delle competenze giuste (siano esse interne al team, per quelle “strategiche”, siano esse comprate sul mercato, per tutti i servizi normalmente resi da professionisti specializzati nello sviluppo di progetti di impresa)
  2. impegnarsi a tempo pieno, con passione e dedizione assoluta (non conosco imprenditori part time, soprattutto nella fase iniziale)
  3. rischiare (soldi, reputazione etc)

In tutti e due i casi, occorre sempre tenere davanti quella che io chiamo la lista della spesa (ovvero, per chi li conosce, riempire tutti i blocchi del business model canvas) che contiene

  1. costi ovvero elenco risorse necessarie  per creare il prodotto e venderlo (competenze, strumenti, risorse economiche)
  2. team ovvero elenco delle persone necessarie a gestire il progetto e loro relativo “costo” (ovvero stipendio)
  3. ricavi ovvero elenco dei guadagni attesi, che devono essere uguali o superiori alle due voci che precedono

Allora forse l’imprenditore e lo startupper non sono tanto diversi….. o forse si 🙂

FONTE: Spremutedigitali

“Cambiamenti”, grande opportunità per le nuove imprese italiane

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CAMBIAMENTI è una grande opportunità data alle nuove-imprese di micro-piccole dimensioni con sede in Italia che hanno saputo innovare con i loro prodotti e processi. Per poter partecipare al concorso le imprese devono raccontarsi in un video; premi fino a 20.000 €.

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CNA è la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa che rappresenta oltre seicentomila imprese, imprenditori, professionisti e pensionati ex-imprenditori.Premio CAMBIAMENTI è un’iniziativa dedicata alle neo-imprese di micro-piccole dimensioni con sede in Italia che hanno saputo innovare prodotti e processi, attraverso la loro quotidiana attività, con l’ambizione di rappresentare al meglio il nostro Paese.Per partecipare i candidati devono iscriversi al Premio durante la fase di selezione secondo le modalità di seguito indicate e raccontare in un video e/o in una presentazione la loro impresa da poco avviata (di seguito “Startup”).Il Premio CAMBIAMENTI non è un’operazione con finalità commerciali ma ha come obiettivo quello di premiare e riconoscere il merito delle imprese candidate, incoraggiando, dando visibilità e offrendo concrete possibilità di formazione e di supporto alle Startup che vi prenderanno parte.

DESTINATARI

  • imprese di persone o di capitali in fase di startup, costituite dopo il 01-01-2013 e che non superino ad oggi 50 dipendenti.
 CARATTERISTICHE DELLE STARTUP

La Startup candidata al Premio deve essere un’impresa che ha sede legale in Italia e che si riconosce nelle seguenti caratteristiche:

  • ha come mission la valorizzazione delle tradizioni e del made in Italy e che ha saputo innovare servizi, prodotti o processi di produzione;
  • ha avviato o è riuscita nel processo di ibridazione della manifattura tradizionale;
  • ha un forte carattere di innovatività e tecnologia;
  • ha avuto la capacità di applicare/trasformare un’attività di ricerca in attività d’impresa;
  • ha avuto la capacità di innovare modalità di comunicazione e marketing tradizionali;
  • ha conquistato importanti posizioni di mercato grazie ad elementi di cambiamento e innovazione;
  • ha saputo valorizzare la tradizione proponendosi sul mercato in chiave innovativa;
  • è impegnata nel miglioramento della qualità della vita delle persone;
  • è impegnata nel miglioramento delle comunità e dei territori;
  • è impegnata nella sostenibilità ambientale, nell’education, nel welfare, nell’inclusione sociale, nella mobilità sostenibile interpretando in chiave innovativa la risoluzione di problemi al fine di migliorare la qualità di vita delle persone;
  • ha come mission la promozione dell’Italia, della sua cultura, del patrimonio storico-artistico-paesaggistico, dalla cultura enogastronomica all’arte tout-court, dal turismo alle attività teatrali;
  • ha saputo innovare migliorando il territorio e la comunità che lo vive, oltre a meglio rappresentare l’Italia nel mondo.
CATEGORIE DEL PREMIO

Le Startup possono appartenere a diversi settori merceologici e partecipare al Premio scegliendo una delle seguenti 3 categorie:

  1. Made in Italy e tradizione – Imprese che hanno apportato un contributo originale nella realizzazione di prodotti e servizi dei settori della moda e dell’abbigliamento, dell’artigianato artistico, del design e dell’arredamento, dell’alimentazione e del food&wine, della manifattura legata al recupero dei mestieri della tradizione italiana. Oltre alle imprese che hanno saputo interpretare in chiave innovativa elementi della tradizione italiana e/o che hanno ibridato la manifattura tradizionale con tecnologie o innovazioni di vario tipo.
  2. Innovazione e Tecnologia Imprese impegnate nella realizzazione di prodotti (non ricompresi nella categoria 1) e servizi a carattere innovativo ad ampio spettro in tutti i settori (ivi compresa l’innovazione legata a istruzione, integrazione, welfare, sostenibilità ambientale, mobilità, riciclo, smart city; etc.).
  3. Promozione dell’Italia Imprese che realizzano prodotti/servizi di sviluppo culturale e creativo a supporto della promozione del patrimonio storico-artistico-paesaggistico, enogastronomico e di valorizzazione delle tradizioni e della cultura di un territorio.

Una stessa Startup non può essere candidata in più di una categoria.

PREMI

Il montepremi dell’iniziativa è di € xxx,xx come somma di premi in denaro e servizi offerti da CNA e dai partner dell’iniziativa.PremiAlla migliore startup di ogni singola categoria:

  • € 5.000 in denaro o come primo investimento in una campagna di crowdfunding*
  • € 2.000 in voucher di servizi di consulenza presso la sede CNA territoriale più vicina
  • 2 anni di adesione al sistema CNA
  • € 1.500 di advertising offerto da Facebook
  • 1 ora di consulenza da parte dei migliori esperti di Google Italia sui temi inerenti l’internazionalizzazione, la presenza sul web, il posizionamento di mercato
  • Una giornata di approfondimenti e consulenze presso la sede di Roland DG Italia sui temi dell’ibridazione della manifattura e della digitalizzazione dei processi.
  • Un incontro con investitori, acceleratori e altre strutture, legate alla rete di Italia Startup, in relazione alla tipologia di attività della Startup vincente.
  • Consulenza sulle potenzialità del crowdfunding e supporto per la costruzione e potenziale finalizzazione di una campagna ad hoc pensata per l’impresa vincitrice sulla piattaforma Starsup.

Alla migliore startup dell’anno:

  • € 20.000 in denaro o come primo investimento in una campagna di crowdfunding*
  • € 2.000 in voucher di servizi di consulenza presso la sede CNA territoriale più vicina
  • 2 anni di adesione al sistema CNA
  • 4 ore di consulenza in presenza, presso la sede europea di Dublino, da parte dei migliori esperti di Facebook su temi di Social marketing, Advertising e Brand content
  • 4 ore di consulenza in presenza, presso la sede europea di Dublino, da parte dei migliori esperti di Google su temi di Marketing, Mobile, Export, Measurement
  • Viaggio e ospitalità a Dublino
  • Due giornate di studio/consulenza sui temi dell’ibridazione della manifattura, della digitalizzazione dei processi con un’attività di prototipazione (Desktop Fabrication) realizzata presso il Laboratorio di Roland DG Italia
  • Una serie di incontri con investitori, acceleratori e altre strutture legate alla rete di Italia Startup , in relazione alla tipologia di attività della Startup vincente.
  • Consulenza sulle potenzialità del crowdfunding e supporto per la costruzione e potenziale finalizzazione di una campagna ad hoc pensata per l’impresa vincitrice sulla piattaforma Starsup.

*La Startup premiata potrà decidere se acquisire la risorsa in denaro o se attivare una campagna di crowdfunding, dedicata alla ricerca di risorse per lo sviluppo di una attività/prodotto/servizio esistente o ex-novo costruita, utilizzando la piattaforma StarsUp partner dell’iniziativa, alla quale CNA parteciperà con la medesima quota di premio come primo importante investimento.

 Per maggiori dettagli continua a leggere qui
FONTE: cna70.it

Equity crowdfunding, Confcommercio propone nuove soluzioni alle imprese

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L’equity crowdfunding è una modalità di raccolta fondi online, per cui chi investe ha il diritto di acquistare un titolo di partecipazione della società. La piattaforma, da qualche giorno presentata, si chiama EquityStartup e sta già attirando l’attenzione delle startup.

chi-carol-sente-crowdfunding-1871-20150302.jpgAnche Confcommercio si lancia nell’equity crowdfunding, l’innovativa modalità di raccolta fondi online che consente di acquisire quote di una startup in cambio di un finanziamento. Anzi lancia la prima piattaforma italiana di equity crowdfundingpromossa da un’associazione di categoria. Grazie alla partnership con Intermonte, investment bank indipendente, AscomFidi Nord-Ovest introdurrà innovazioni importanti per lo sviluppo del crowdfunding italiano. E già ci sono tre startup che scaldano i muscoli in vista del debutto sulla piattaforma.

La piattaforma si chiama EquityStartup, è stata presentata oggi a Milano ed è appunto un’iniziativa promossa da AscomFidi Nord-Ovest, la cooperativa di garanzia fidi costituita dall’Associazione del Commercio, del Turismo, dei Servizi e dei Trasporti della Provincia di Torino con il patrocinio di Federascomfidi, la federazione dei confidi di matrice Confcommercio.

Cosa è l’equity crowdfunding – È un modo nuovo di raccogliere fondi per cui, tramite l’investimento online, l’investitore acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società. È uno strumento che il nostro Paese ha normato per primo in Europa, con una legge e un successivo regolamento risalente a luglio 2013, ma finora non è decollato anche a causa di norme considerate restrittive dai player del settore. Lo scorso febbraio la Consob ha diffuso una riforma del regolamento per semplificare le procedure ed ampliare la platea degli investitori.

Cosa è EquityStartupEquityStartup mette in contatto imprese che hanno progetti di sviluppo ad alto potenziale (startup e pmi innovative) e investitori individuali. Le imprese che raccolgono fondi attraverso EquityStartup hanno anche la possibilità di accedere ad altri servizi che AscomFidi Nord-Ovest offre sia direttamente sia attraverso i propri partner, dalla redazione del business plan a quella dello statuto, dalla consulenza amministrativa e legale a quella per la comunicazione, oltre che ai servizi tradizionalmente offerti da AscomFidi. EquityStartup è una nuova opportunità anche per gli investitori individuali e professionali che potranno accedere a startup e pmi con elevate potenzialità innovative selezionate da AscomFidi Nord-Ovest. E’ possibile investire importi ridotti (poche centinaia di euro) se attraverso l’investimento s’intende sostenere un progetto imprenditoriale di cui si apprezzano caratteristiche e finalità, oppure importi maggiori se l’obiettivo è la valorizzazione del capitale nel medio/lungo termine.

Come EquityStartup farà risparmiare i costi del notaio – Una delle principali innovazioni introdotte da EquityStartup è la possibilità dell’intestazione fiduciaria delle quote. Grazie alla partnership con Intermonte, gli investitori possono intestare a Intermonte SIM le quote acquistate con un mandato fiduciario. Questo eviterà la necessità di un atto notarile nel caso di cessione delle quote (basterà comunicare alla SIM il cambio d’intestazione) aprendo la strada alla negoziazione dei titoli e alla costituzione di un secondo mercato che ridurrebbe l’illiquidità tipica dell’equity crowdfunding.

La “doppia” vigilanza su EquityStartup – Trasparenza e regolarità delle procedure di funzionamento di EquityStartup sono garantite, oltre che dalla vigilanza di Consob (prevista per tutte le piattaforme di equity crowdfunding), da quella della Banca d’Italia, imposta dallo status di soggetto vigilato di AscomFidi Nord-Ovest. Il processo d’investimento è interamente online. Grazie allo status di Confidi e alla partnership con Intermonte, tutti i processi sono gestiti internamente e non è necessario aprire un conto bancario: per investire è sufficiente disporre un bonifico, anche on line, dalla propria banca.

Perché Confcommercio si lancia nel crowdfunding Carlo Nebiolo, Presidente di AscomFidi Nord-Ovest, non ha difficoltà ad ammetterlo: “La crisi economica sta creando problemi a Confidi, il patrimonio non è più considerato un’attività, le sofferenze sono esplose, i fondi pubblici si sono quasi azzerati e lo Stato, attraverso il Fondo di Garanzia, ci fa concorrenza garantendo la copertura dell’80% della garanzia di un prestito. Così abbiamo deciso di reagire ampliando il nostro raggio d’azione territoriale, potenziando la rete di vendita, allargandoci a categorie per noi nuove come energie rinnovabili e agricoltura, dando sostegno alle startup. Le nuove imprese – prosegue Nebiolo– incontrano ancora molte difficoltà nell’individuazione di canali di finanziamento adeguati. C’è bisogno di nuove soluzioni ed è quello che abbiamo voluto fare con EquityStartup, incorporando in uno strumento digitale l’esperienza che abbiamo maturato in tanti anni sul territorio accanto alle piccole e medie imprese. Crediamo che la combinazione tra conoscenza del tessuto imprenditoriale ed efficienza dei canali digitali possa costituire un modello di successo. Vogliamo diventare – ha concluso – non solo intermediari di credito, ma consentire alle aziende di accedere a una finanza non più solo sotto forma di debito”.

Paolo Ferrè, Presidente di Federascomfidi, dichiara: “Questa iniziativa s’inserisce nel solco dell’innovazione sia sul versante dei servizi offerti sia del format di servizio perseguito dalla Federazione, per guidare l’evoluzione del sistema dei confidi verso modelli in grado di rispondere alle esigenze espresse dalle piccole e medie imprese”.

Le piattaforme di crowdfunding in Italia sono 19, la somma raccolta ad oggi supera di poco i 5,8 milioni di euro. Con tante piattaforme, c’era proprio bisogno di quella “dei commercianti”? “Deciderà il mercato chi funziona meglio. Noi offriamo più sicurezza di altre perché la nostra associazione è vigilata dalla Banca d’Italia e dalla Consob, le altre piattaforme di crowdfunding solo dalla Consob” dice Pasquale Sinatra, direttore generale di AdcomFidi Nord-Ovest.

Tre le prime startup selezionate per l’accesso alla piattaforma: Indigenio, che fa leva sul valore aggiunto della sharing economy per ottenere informazioni e confezionare itinerari di viaggio personalizzati; Forever Bambù, che intende realizzare la green economy del futuro attraverso 20 ettari coltivati a bambù; Trapezita, piattaforma che offre consulenza finanziaria grazie alla possibilità di seguire le operazioni compiute da consulenti finanziari e analisti esperti e certificati. Ecco la loro descrizione in dettaglio.

Indigenio – È un tour operator di nuova generazione che sfrutta la sharing economy per ottenere informazioni preziose e confezionare itinerari di viaggio personalizzati. Indigenio opera come un agente di viaggio personale, con una conoscenza del cliente molto più elevata rispetto agli agenti tradizionali, e pu per questo consigliare viaggi con una combinazione ottimale tra personalizzazione e prezzo.

Forever Bambù – Intende realizzare la green economy del futuro. Obiettivo: produrre 20 tonnellate di germogli l’anno e 10mila canne ogni due ettari coltivati per un totale previsto, alla fine del 2016, di 20 ettari di proprietà interamente coltivati a bambù. Il piano di Forever Bambù prevede il consolidamento del progetto con acquisto e piantumazione di nuovi terreni.

Trapezita – È una piattaforma di consulenza finanziaria pop up trading: non colloca prodotti finanziari e non esegue transazioni, ma offre consigli e metodologie d’investimento grazie alla possibilità di seguire l’operatività di consulenti finanziari e analisti esperti e certificati. Sottoscrivendo un abbonamento, l’utente pu scegliere uno Strategist in base allo Z-Score, un algoritmo proprietario, e ricevere in tempo reale notifiche sulla sua operatività.

FONTE economyup.it

ChinaEU e Zhongguancun, accordo per accelerare la nascita di startup in Europa e Cina

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ChinaEU e Zhongguancun hanno siglato un accordo per permettere l’accelerazione di startup in Europa e Cina. L’obiettivo dell’accordo è anche quello di trovare nuove soluzioni innovative per le smart cities.

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Un accordo appena siglato tra l’associazione ChinaEU e la Zhongguancun Digital Culture Industry Alliance  favorirà l’ingresso delle startup europee in uno dei principali innovation hub mondiali.

Zhongcuancun, che nasce alla fine degli anni ’80  nel Distretto di Haidian a Pechino, in una piccola via dove si vendevano prodotti hi-tech, è nota come la ‘Silicon Valley’ cinese: sede di oltre 20 mila aziende hi-tech – dal motore di ricerca Baidu al produttore di smartphone Xiaomi –  tiene a battesimo una cinquantina di startup al giorno.

Molti dei maggiori gruppi hi-tech americani – Google, Microsoft, Intel, Oracle e Motorola – vi hanno stabilito i loro centri di ricerca, attratti dalle enormi potenzialità di Zhongcuancun, che può vantare la presenza di oltre 40 università e svariati centri di ricerca di primo piano.

La Zhongguancun Digital Culture Industry Alliance nasce nel 2015 dall’unione di diverse organizzazioni del settore della cultura, dell’information technology e dell’eCommerce ed è un’associazione che opera sotto l’egida del comitato di gestione di Zhongguancun.

In base al memorandum d’understanding, ChinaEU – l’associazione presieduta da Luigi Gambardella – diventerà membro dell’Alliance e quest’ultima, a sua volta entrerà in ChinaEU. Le due associazioni lavoreranno insieme per promuovere soluzioni per le smart cities e per accelerare lo sviluppo di start up sia in Europa che in Cina; collaboreranno alla creazione di parchi scientifici dedicati al digitale in Cina e supporteranno investimenti reciproci e cooperazione tra imprese tecnologiche e di internet europee e cinesi.

ChinaEU collaborerà con l’Alliance e con il Comitato del Distretto di Haidian nell’organizzazione e nella promozione all’estero del primo Zhongguancun Digital Culture Festival che si svolgerà tra settembre e ottobre di quest’anno, con il patrocinio della Cyberspace Administration of China, del Ministero della Scienza e della Tecnologia, del Ministero della Cultura e della Federazione nazionale dei giovani talenti cinesi rientrati dall’estero.

FONTE key4biz.it

Maggio è il mese dei record per gli investimenti alle startup

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Sono 36,6 i milioni di euro, in finanziamenti, destinati al mondo delle startup italiane. Maggio registra il più alto volume di investimenti dall’inizio di questo 2016.

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Mese d’oro per l’ecosistema italiano. Se si calcolano anche i 16,8 milioni raccolti da Directa Plus in Borsa a Londra si va oltre i 52,5 milioni investiti sull’innovazione made in Italy. Rigenerand (8,7 milioni), Mosaicoon (8) e BeMyEye (6,5) le operazioni più ricche. 4 le exit messe a segno e oltre 14 milioni investiti su neoimprese italiane all’estero

Un maggio record per i finanziamenti alle startup italiane. Nell’ultimo mese l’ecosistema di casa nostra ha registrato il più alto volume di investimenti dall’inizio dell’anno, 36,6 milioni di euro (senza considerare i round di cui non è noto il valore), e il più elevato numero di operazioni, 22, includendo anche le exit. Se alla somma aggiungiamo anche i 16,8 milioni raccolti a Londra in Borsa dalla neoquotata Directa Plus, si arriva a 52,6 milioni. Se infine si tiene conto delle risorse raccolte da tre startup italiane che hanno sede all’estero, Nouscom (12 milioni), Bnbsitter (2,2 milioni) eSoundreef (560mila euro) si sfiorano i 67 milioni. Una cifra stratosferica se si pensa alle ristrettezze a cui è abituato il nostro panorama dell’innovazione.

Tra le nuove imprese che hanno ottenuto i round più ricchi ci sono la startup biotech Rigenerand, che ha raccolto 8,7 milioni di euro, Mosaicoon con 8 milioni, BeMyEye con 6,5 milioni, DFLabs con 5,5 milioni di dollari (circa 5 milioni di euro), la fintech lucana Domec con 1,6 milioni e NearIT con 1,5 milioni. Mese importante anche per le acquisizioni e le exit, con Microsoft che rileva Solair,Zucchetti che acquisisce FABtotum e la già menzionata società hi tech del grafene DirectaPlus che sbarca sull’AIM londinese.

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Fonte: Economyup.it

Combattere gli sprechi alimentari con l’innovazione? Si può con MyFoody!

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Sempre di più oggi assistiamo a scene di spreco di cibo che vorremmo fossero evitate. A far ciò ci pensa la piattaforma di MyFoody che da la possibilità agli utenti di mettere in vendita i prodotti che stanno per scadere, quelli con un packaging difettoso o quelli in eccedenza.

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La tutela dell’ambiente e l’efficientamento energetico passano anche per l’ottimizzazione sulla gestione e sulla produzione degli sprechi alimentari. Troppo spesso buttiamo nella spazzatura alimenti scaduti e proprio al supermercato ci troviamo ad acquistare prodotti che sono prossimi alla scadenza. Nel nostro consumo quotidiano dovremmo essere più oculati nel controllo della scadenza per prevenire lo spreco e l’eccedenza di spazzatura che ognuno di noi produce. Anche i colossi della GDO dovrebbero cercare di limitare questa problematica, alcune catene hanno iniziato a vendere a prezzi scontati i prodotti prossimi alla scadenza per limitare le eccedenze e gli sprechi e combattere la malnutrizione e la fame.

Seguendo questo impegno volto a limitare gli sprechi e sensibilizzare ad un consumo alimentare consapevole, nasce MyFoody, una startup italiana concepita da Francesco Gilberti , giovane laureato in giurisprudenza, insieme ad altri 3 giovani amici: Luca Masseretti, laureato in economia, Esmeralda Colombo, anch’essa laureata in giurisprudenza, e Stefano Rolla, laureato in architettura. Quella di MyFoody è unapiattaforma e-commerce che permette di mettere in vendita tre tipi di cibi: quelli inprossimità della scadenza, quelli difettosi sul packaging o quelli in eccedenza, alimenti che normalmente finirebbero nella spazzatura incrementando lo spreco e le problematiche di smaltimento. Con MyFoody tutti questi prodotti vengono salvati dalla spazzatura e venduti a prezzi  vantaggiosi. MyFoody dal lancio avvenuto a fine maggio ha riscosso numerosi riconoscimenti ed è stato incluso fra i 35 migliori progetti di startup innovative del Chest Project finanziato dalla Commissione Europea.

La missione dell’impresa è re-immettere all’interno del circolo del valore ciò che potrebbe essere sprecato, trasformando uno spreco in una risorsa. In Italia sono 277 mila le tonnellate di rifiuti derivanti dal cibo che buttiamo e sono ancora troppo poche le eccedenze che vengono riutilizzate e donate alle associazioni non profit, una quota inferiore al 9%. Ogni kg di cibo sprecato equivale a 4 kg di anidride carbonica immessi nell’ambiente. Questi dati evidenziano un volume di spreco e delle criticità sulla quale necessario intervenire e sensibilizzarci, ciò ha motivato il giovane Francesco nello sviluppo della sua startup, sviluppando un’iniziativa imprenditoriale con una forte connotazione etica e socialmente responsabile.

MyFoody coinvolge direttamente diversi punti vendita, per il momento a Milano, tra catene, rivenditori, produttori che fanno vendita diretta e negozi bio. Ogni punto vendita carica sulla piattaforma i prodotti a rischio di spreco, il cliente si connette su MyFoody visualizza tutti i prodotti disponibili nei punti vendita vicino a sé e una volta consultata la platform può procedere all’acquisto dei prodotti a prezzi ribassati e recarsi al punto vendita o riceverli a casa attraverso un sistema di consegne a domicilio. I prodotti prossimi alla scadenza in questione sono quelli che per politiche aziendali spesso vengono rimossi dagli scaffali molto prima della scadenza, per alcune tipologie di prodotto persino 20 giorni prima, oppure prodotti difettosi sul packaging o eccedenze di overstocking. La piattaforma ci informa sui giorni a disposizione prima della scadenza del prodotto e lo sconto aumenta con l’avvicinarsi della scadenza. Possibile inoltre monitorare l’impatto ecologico della propria spesa. L’utente si responsabilizza sul cibo e sull’ecosostenibilità grazie ai contenuti informativi e ludici presenti nella piattaforma. Questa permette anche alleassociazioni non profit di ritirare la merce resa disponibile dalle imprese. Vi è in dotazione un sistema di monitoraggio e prenotazione in real time dei prodotti disponibili.

Per i punti vendita MyFoody risulta essere molto vantaggioso perché oltre a limitare gli sprechi, permette di guadagnare su prodotti che altrimenti avrebbero fruttato zero. Il guadagno di MyFoody avviene sulla vendita, per una percentuale che va dal 10 al 15%, e su un canone di gestione richiesto ai punti vendita che caricano i prodotti sulla piattaforma.

Un’iniziativa quella di MyFoody che crea valore, una social innovation ed un circolo virtuoso che coinvolge l’azienda e va a sostegno della collettività, dell’ambiente oltre che dell’utente.

Il risparmio economico ed energetico di MyFoody è in rampa di lancio per un’espansione anche in altre città oltre a Milano e sta bussando alle porte anche di alcuni colossi della GDO. L’impegno dei ragazzi di MyFoody è giusto che venga premiato sempre più, le idee brillanti alla fine pagano sempre e noi ci auguriamo che la piattaforma abbia presto una adeguata diffusione.

FONTE sentieridigitali.it

Le 30 startup più valutate dal 2012

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Dal 2012 è ampiamente cresciuto il numero di startup che ha ricevuto più di 1 miliardo di dollari di finanziamenti. Il meccanismo, secondo Bill Gurley, è quello di alzare la valutazione per gradi, attrarre via via sempre investimenti e ripetere il tutto più volte. Quello che segue è l’elenco delle 30 startup che dal 2012 sono le più valutate.

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L’hanno chiamata “era degli unicorni”. Si tratta della fase in cui il numero di startup valutate sopra il miliardo di dollari dai venture capitalists si è gonfiato. Ed è passato in poco tempo da 80 a 229. Secondo il venture capitalist Bill Gurley il meccanismo che ha portato questo numero a lievitare è semplice. E ha a che fare con una strategia messa in campo dalle startup: alzare per gradi la valutazione, attrarre investimenti, ripetere il tutto da capo più volte. Peccato, però, che il flusso di denaro nei conti bancari delle startup oggi sia molto più condizionato di prima e gli investimenti siano diventati più rischiosi. In più, a queste aziende mancano i numeri per quotarsi. Così molte startup si troveranno a valere di meno di quanto si era pensato. Solo poche passeranno la prova dei fatti. Qui un elenco delle 30 startup che hanno visto crescere di più la loro valutazione negli ultimi quattro anni. Le ha raccolte Business insider.

30. InsideSales.com

InsideSales.com offre una piattaforma su cloud destinata agli addetti alle vendite.Permette di prevedere e far crescere le entrate. Tra il 2012 e il 2016 la sua valutazione è cresciuta da 32 milioni a 1,3 miliardi di dollari. E ha raccolto 200 milioni di finanziamenti da Salesforce Ventures, Microsoft e Kleiner Perkins Caufield & Byers.

29. AppNexus

AppNexus fornisce supporto a agenzie, editori e compagnie tech in campo pubblicitario per ottimizzare la loro spesa online. La valutazione dell’azienda ècresciuta di 1,3 miliardi di dollari, passando da 191 milioni a 1,5 miliardi. In questo periodo hanno investito in AppNexus tra gli altri Silicon Valley Bank, Venrock Associates e First Round Capital per un totale di 313 milioni di dollari.

28. Box

Box ha elaborato un servizio di condivisione di file per le aziende. Questo permette una comunicazione sicura tra dipendenti clienti e partner per evitare di affidarsi alla sola casella di posta. Nel 2015 l’azienda si è quotata, ma fino a quel momento la sua valutazione era già cresciuta di 1,49 miliardi. L’ultima valutazione privata era di 2,25 miliardi di dollari, con un aumento del 97 per cento rispetto al 2012. I fondi raccolti sono stati 583 milioni e sono arrivati da Draper Fisher Jurvetson, New Enterprise Associates e Andreessen Horowitz.

27. MongoDB

MongoDB ha sviluppato un database NoSql opensource riservato soprattutto alle attività commerciali. La valutazione dell’azienda è salita di 1,53 milardi. In questi anni ha ricevuto finanziamenti da New Enterprise Associates, Goldman Sachs, T. Rowe Price e Fidelity per 311,54 milioni.

26. WhatsApp

Nel 2014 Facebook l’ha comprata per 19 miliardi di dollari. Ma al momento dell’acquisizione da parte della società di Zuckerberg, WhatsApp era valutata 1,57 miliardi di dollari. La crescita rispetto al 2012 era stata di 1,54 miliardi. Sequoia Capital ha investito nell’applicazione di messaggistica in questi anni per 61 milioni di dollari.

25. Prosper Marketplace

1,62 miliardi di crescita per la valutazione di Prosper Marketplace, la piattaforma di prestiti online che sfrutta la tecnologia peer-to-peer. In quattro anni ha raccolto 360 milioni di dollari da Sequoia Capital, Credit Suisse, Draper Fisher Jurvetson e Omidyar Network.

24. Domo

La condivisione delle informazioni sul cloud che aiuta le aziende a lavorare meglio e prevedere gli sviluppi fututi. L’ha sviluppata Domo, una startup valutata 1,8 miliardi di dollari. Rispetto al 2012 la valutazione è aumentata di 1,67 miliardi di dollari e in quest’anni ha visto arrivare fondi per 614 milioni di dollari da Benchmark, BlackRock, GGV Capital e Andreessen Horowitz.

23. AppDynamics

Le tendenze nei risultati industriali sono il focus di AppDynamics che permette così alle aziende di digitalizzarsi e migliorare la percezione dei clienti. La valutazione della società è cresciuta di 1,7 miliardi e ha raccolto 335 milioni di dollari di investimenti da Greylock Partners, Lightspeed Venture Partners, Kleiner Perkins Caufield & Byers e Institutional Venture Partners.

22. Moderna Therapeutics

Una crescita di 2,53 miliardi per Moderna Therapeutics, la società che sviluppa una nuova classe di medicine con la tecnologia mRna. È partita da una valutazione di 25 milioni di dollari e ha ricevuto 863 milioni di dollari da Flagship Ventures, Merck Ventures e AstraZeneca.

21. Social Finance

Prestiti a studenti e mutui a tassi vantaggiosi: di questo si occupa Social Finance (SoFi). È una startup di fintech che negli ultimi quattro anni ha visto salire la sua quotazione di 2,57 miliardi. Anche i finanziamenti hanno sfiorato il miliardo e mezzo con fondi arrivati da SoftBank Capital, Institutional Venture Partners e Baseline Ventures.

20. DocuSign

DocuSign è una piattaforma che permette di firmare e inviare sul cloud documenti ufficiali. La sua valutazione è cresciuta di 2,57 miliardi rispetto al 2012 e l’azienda è stata in grado di raccogliere in questi anni 563.17 milioni da Comcast Ventures, GV, Accel Partners e Visa Ventures.

19. Machine Zone

Anche i videogame tra le startup più valutate. Machine Zone ha sviluppato tra le altre cose il videogioco Game of War. La valutazione aziendale è cresciuta di 2,68 miliardi in quattro anni. 390 i milioni di finanziamenti che sono arrivati da SV Angel, Menlo Ventures, JP Morgan, Y Combinator e Baseline Ventures.

18. Fanatics

Fanatics sviluppa siti di e-commerce per appassionati di sport. Negli ultimi quattro anni la sua valutazione è cresciuta di 2,94 miliardi di dollari. Prima rientrava nella galassia eBay e  quando ne è uscita ha raccolto in tutto 620 milioni di investimenti. Tra gli utimi investitori Andreessen Horowitz, Silver Lake e Alibaba Capital Partners.

17. CloudFlare

Tre miliardi di dollari di crescita nella valutazione di CloudFlare rispetto al 2012.La piattaforma che aiuta a migliorare le prestazioni dei siti internet e offre protezione dagli attacchi ha ricevuto 181 milioni di dollari di finanziamenti da Fidelity, Microsoft, Baidu, Union Square Ventures, Venrock e New Enterprise Associates.

16. Cloudera

Cloudera aiuta le aziende a installare e gestire i software di analisi dei dati. La sua valutazione è aumentata in quattro anni di 3,05 miliardi e ha raccolto oltre un miliardo di finanziamenti da T. Rowe Price, Google Ventures, Accel Partners e Greylock Partners.

15. Credit Karma

Credit Karma dà i punti al tuo credito e ti aiuta a costruire il tuo futuro finanziario.La crescita nella sua valutazione è stata di 3,31 miliardi e i finanziamenti hanno raggiunto 370 milioni da Tiger Global Management, Google Capital e 500 Startups.

14. Pure Storage

Hard disk a stato solido ad altissima velocità: Pure Storage li vende alle aziende. La valutazione della startup è salita di 3,32 miliardi di dollari. E ha raccolto 528 miliioni di finanziamenti da T. Rowe Price, Tiger Global, Greylock Partners, Index Ventures e Fidelity.

13. Lending Club

L’azienda si è quotata nel 2014, ma prima di questa svolta Lending Club aveva già visto crescere la sua valutazione di 3,4 miliardi di dollari. In questi anni l’azienda che fornisce prestiti ha ricevuto anche 236.5 milioni di finanziamenti da Google Capital, Foundation Capital, Union Square Ventures e Kleiner Perkins.

12. Slack

Una chat costruita per le comunicazioni tra team sul posto di lavoro. L’ha sviluppata Slack e in questi anni la sua valutazione si è gonfiata di 3,52 miliardi.L’azienda è stata finanziata per 546 milioni da Thrive Capital, GGV Capital, Institutional Venture Partners, Social Capital, Kleiner Perkins e Andreessen Horowitz.

11. Tanium

Grazie a Tanium gli amministratori dei sistemi informatici possono tenere sotto controllo ciò che avviene su tutti i loro computer da un unico punto. La valutazione della società è cresciuta di 3,53 miliardi di dollari e ha ricevuto finanziamenti per 287 milioni di dollari da Andreessen Horowitz, TPG Capital, T. Rowe Price e Institutional Venture Partners.

10. SpaceX

La startup fondata da Elon Musk costruisce razzi riutilizzabili per lo spazio. SpaceXè stata valutata nel 2016 a 4,67 miliardi di dollari con una crescita rispetto al 2012 di 3,95 miliardi. Diversi inverstitori tra i quali Draper Fisher Jurvetson, Founders Fun e Fidelity Investments l’hanno finanziata per 1,25 miliardi di dollari.

9. Square

Square è diventata una public company nel 2015. In quel momento era valutata 6 miliardi di dollari, con una crescita di 4,39 miliardi rispetto a quattro anni fa. La sua attività principale è aiutare le piccole attività ad accettare i pagamenti con carta di credito. Ha raccolto 746 milioni di finanziamenti da Khosla Ventures, Visa e Risvi Traverse Management.

8. Lyft

Il principale rivale di Uber, Lyft, ha visto crescere la valutazione di 4,47 miliardi. Gli investimenti hanno raggiunto i due miliardi e sono arrivati da Founders Fund, Andreessen Horowitz, General Motors e Rakuten.

7. Stemcentrx

Stemcentrx sta sviluppando un sistema per un approccio nuovo nella cura per il cancro. L’azienda è stata acquisita nel 2016 da AbbVie per 10 miliardi di dollari. In quattro anni la sua valutazione è cresciuta di 4,64 miliardi di dollari e ha ricevuto 550 milioni da Artis Ventures, Fidelity Investments, Sequoia Capital e Founders Fund.

6. Dropbox

Una valutazione salita di 5,42 miliardi di dollari per Dropbox, uno dei sistemi di archiviazione e condivisione di file più diffusi al mondo. L’azienda è stata finanziata per 1,1 miliardi di dollari da BlackRock, Fidelity Investments, T. Rowe Price e Sequoia Capital.

5. Theranos

Le analisi del sangue da una singola goccia. È quello che fa Theranos, startup valutata a 8,427 miliardi di dollari. La valutazione dell’azienda è salita di 7,31 miliardi di dollari. E ha raccolto 573 milioni da Draper Fisher Jurvetson, ATA Ventures e Sandbox Industries.

4. Pinterest

Pinterest, la startup di condivisione di foto ha visto crescere la sua valutazione di 10,20 miliardi di dollari dal 2012. L’aziendaè stata finanziata per 1,32 miliardi da Bessemer Venture Partners, Andreessen Horowitz e Rakuten.

3. Palantir

I big data di Palantir valgono 19,64 miliardi. La valutazione è cresciuta di 17,15 miliardi rispetto al 2012 e l’azienda ha raccolto 2.69 miliardi di finanziamenti da BlackRock, In-Q-Tel, Morgan Stanley e Founders Fund.

2. Airbnb

La startup che permette alle persone di affittare le loro case come se fossero b&b per brevi periodi vale oggi 23,91 miliardi. In quattro anni la valutazione di Airbnb è salita di 23,89 miliardi. L’azienda è stata finanziata da Sequoia Capital, Andreessen Horowitz e Greylock Partners per 2,49 miliardi di dollari.

FONTE: Startupitalia.eu